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IL BIGFOOT
Uno dei grandi misteri ancora irrisolti
è decisamente quello che riguarda il misterioso essere che viene avvistato
in continuazione nelle regioni nord occidentali degli Stati Uniti e in
numerose altre località.
Questo essere viene chiamato con nomi
diversi nelle varie parti del globo, in America, i pellerossa lo chiamano
"Sasquatch" o "Dsonoqua" e i bianchi "Bigfoot" (piedone), mentre nelle
culture asiatiche ha il nome di "Yeti" per gli occidentali e "Metch-Kang-Mi"
per le tribù del luogo.I primi avvistamenti del Bigfoot, quello del nord
America, risalgono al decennio tra il 1830 e il 1840.
Nel 1851 due cacciatori dell'Arkansas incrociarono una mandria di animali
inseguita da un "animale con un aspetto indiscutibilmente umano". La
creatura, in base alla loro descrizione, era di dimensioni gigantesche, il
suo corpo era ricoperto di peli e grandi ciuffi di capelli che gli
cadevano sulle spalle come una criniera. Dopo aver osservato i due per un
momento, la creatura si voltò e si mise a correre: le impronte lasciate
dai suoi piedi avevano una lunghezza di 35 centimetri.Una delle
testimonianze più curiose risale al 1924, quando il contadino Albert
Ostman - secondo il suo racconto - sarebbe stato rapito da uno di questi
esseri. Aveva deciso di passare una vacanza solitaria a Toba Inlet, di
fronte all’isola di Vancouver. Racconta di essersi accampato in una radura
molto isolata, lontana dalle piste battute. Durante il sonno sarebbe stato
caricato sulle spalle da un Bigfoot che lo avrebbe rimesso a terra,
all’interno di una caverna, solo dopo tre ore di cammino. Qui Ostman
sarebbe rimasto per tre giorni, in compagnia di altri due Bigfoot adulti e
due piccoli, oltre al suo "rapitore".
Durante la prigionia sarebbe riuscito a stringere un rapporto di amicizia
con la creatura più anziana e sarebbe scappato approfittando di un momento
di libertà concessogli.Nello stesso anno abbiamo un’altra testimonianza
molto interessante.
Un gruppo di minatori, tra i quali Fred Beck, raccontò uno strano episodio
accaduto nei pressi dell’Ape Canyon, nello stato di Washington.
Beck affermò di avere visto, mentre lavorava, un colossale gorilla. Preso
del terrore, avrebbe sparato alla bestia e, in quel momento, un gruppo di
Bigfoot avrebbe assalito lui e i suoi compagni. Si sarebbero salvati dalla
carica dei feroci animali solo rinchiudendosi in un capanno per molte ore.
Intorno al luogo vennero ritrovate impronte di enormi umanoidi.Per
un’altra testimonianza curiosa quanto incredibile bisogna andare al 1884.
A Yale, una cittadina canadese non lontana da Vancouver, il personale di
manovra di un treno inseguì e catturò una creatura che era, inizialmente
sdraiata, apparentemente addormentata, sui binari. Nonostante il
misterioso essere misurasse solo 150 cm, aveva una forza superiore a
quella di un essere umano adulto. Gli uomini dovettero tramortirlo per
bloccare i suoi violenti tentativi di fuga. Portata in città e battezzata
"Jacko", la creatura venne esposta al pubblico finché un certo George
Tilbury, autonominatosi suo custode, decise di portarla a Londra per farla
esaminare da esperti. Dal giorno della partenza non si seppe più nulla ne
di Tilbury ne di "Jacko".L’indizio forse più tangibile della presenza del
Bigfoot, è rappresentato da un filmato realizzato il 20 Ottobre 1967 da
Roger Patterson e Bob Gilmin. I due si trovavano presso Bluff Creeking
Valley, sulle montagne rocciose settentrionali e stavano compiendo una
spedizione per cercare tracce del Bigfoot. Ad un tratto i loro cavalli
iniziarono ad agitarsi e i due videro che, a circa trenta metri di
distanza da loro, si muoveva un essere dalle sembianze umane, ma
totalmente ricoperto di peli. Indeciso tra l’imbracciare il fucile o la
videocamera, Patterson scelse la seconda e riuscì a fare una ripresa di
circa 20 secondi.
Il filmato, visionato in tutto il mondo da molti antropologi e anche
esperti di effetti speciali, suscitò curiosità e moltissimi dubbi.
Patterson sostenne fino alla morte l’autenticità del filmato.
L’essere nei fotogrammi aveva mammelle molto pronunciate - sembrava dunque
essere una femmina - mentre per tutti gli altri caratteri del corpo, come
spalle bacino e glutei, era però simile ad un maschio. I movimenti della
bestia erano più lenti di quelli di un essere umano.
Anche su questo fatto ci furono molte discussioni: se la ripresa era stata
effettuata a 16/18 fotogrammi al secondo, come usava fare ai tempi, i
movimenti sarebbero stati più lenti e quindi la creatura autentica. Se,
invece la ripresa fosse stata fatta a 24 fotogrammi al secondo, come si
usava per i documentari scientifici, i movimenti sarebbero stati identici
a quello di un uomo e quindi il Bigfoot non sarebbe altro che un uomo
travestito da scimmia.L’occasione nella quale sembrò di essere più vicini
alla verità fu nel 1968, quando, in un luna park di provincia, sempre nel
nord degli Stati Uniti, apparve il carrozzone di Frank Hansen. In questo
luogo, pagando un dollaro, si poteva ammirare una tremenda creatura. Si
trattava di un essere rinchiuso in un cubo di ghiaccio, alto quasi due
metri, ricoperto da una folta pelliccia bruna. Presentava caratteristiche
stranissime anche per un mostro: il suo corpo era a forma di barile, le
sue braccia lunghissime e i suoi piedi arrotondati. Piedi totalmente
diverse dalle impronte dei Bigfoot ma straordinariamente simili a quelle
ritrovate in Tibet negli anni ’30. Il volto dell’essere era terribilmente
sfigurato da una ferita da arma da fuoco. Uno degli occhi penzolava fuori
dall’orbita.
I criptozoologi Heulvenmans e Sanderson studiarono la creatura senza
poterla togliere dal ghiaccio. Hensen, sommerso dalle domande e dalle
accuse, decise di dileguarsi con la creatura che, si dice, venne
acquistata da un fantomatico miliardario californiano.Il Bigfoot, in base
a tutte le testimonianze, sembra essere quindi un essere dalle sembianze
umane, col corpo totalmente ricoperto di peli, capacità di camminare a
quattro zampe come in posizione eretta e dotato di una forza straordinaria.
La sua altezza è in genere di due metri e mezzo e i suoi piedi misurano 50
centimetri di lunghezza. Sembra essere una creatura timida ma anche
curiosa: molti sono stati visti aggirarsi nottetempo negli accampamenti di
cacciatori o avvicinarsi alle fattorie. Attaccano solo se si sentono
minacciati.Un ipotesi sull’origine del Bigfoot, che però ha poco a che
fare con la natura, li vorrebbe esseri provenienti da un altro pianeta.
C’è chi giura di avere visto questi esseri scendere o salire da un UFO.
È il caso dello Yeti Italiano: nella primavera del 1986, nella Val di
Lauro, in Irpinia. Cittadini terrorizzati segnalarono la presenza di una
creatura pelosa con lunghe orecchie a punta, alta circa tre metri. Poteva
essere un orso, ma le autorità trovarono impronte delle dimensioni di
quelle di un elefante. Il 3 giugno dello stesso anno, due insegnanti di
scuola media riferirono di avere visto una coppia di strani esseri
giganteschi salire su un disco volante.
Il Bigfoot non è la sola strana creatura
scimmiesca del mondo. Il suo "parente" più celebre è lo Yeti dell’Himalaya.
Le caratteristiche sono le stesse. L’unica differenza sta nel colore del
pelo: lo Yeti ha un manto bianco mimetico.
Persino Reinhold Messner, "l’uomo degli 8.000", afferma da anni di avere
visto più volte questa creatura.
"Non mi importa molto se la gente o certi studiosi non mi credono - ha
detto Messner in proposito - ho compiuto venti delle sessanta spedizioni
sull’Himalaya, alla ricerca di questa creatura".
Lo scalatore afferma che la ricerca va svolta sia dal lato zoologico che
da quello leggendario, analizzando i racconti e le vecchie credenze dei
popoli indigeni.
"Lo Yeti che ho incontrato - continua Messner - è un essere alto circa due
metri e mezzo. Il suo peso dovrebbe essere intorno ai 300 chili e con un
vello lungo dai 30 ai 40 centimetri. Le segnalazioni lo collocherebbero ad
una altitudine tra i 4.000 e i 6.000 metri e sarebbe stato visto sia di
giorno che di notte, quindi con un ciclo biologico molto attivo".
Anche Messner paragona lo Yeti, come si fa col Bigfoot, al Gigantopiteco:
un tipo di enorme scimmia ritenuta estinta.
Secondo Messner, lo Yeti seguirebbe gli esseri umani nel tentativo di
rubare loro qualcosa ma, se "messo alle strette", potrebbe diventare
pericoloso.
L’essere sarebbe in grado di emettere fischi modulati e variabili, cosa
che gli orsi non possono fare.
"Nella mia ultima spedizione sono riuscito a raccogliere informazioni
precise sul probabile numero di queste creature misteriose - ha detto
ancora Messner - ve ne saranno al massimo un migliaio, disseminate in una
regione vastissima quale l’Himalaya e le sue vette innevate."
Messner racconta così il suo primo
incontro con uno Yeti:"La prima volta che lo vidi fu nel 1986, in una
delle regioni appartenenti al Tibet orientale che, per motivi di tutela e
segretezza nei confronti della creatura, preferisco non rivelare. Era
circa mezzanotte. Stanchissimo e stravolto dalla lunga marcia diurna, ho
avvistato un enorme essere, ritto sulle zampe posteriori, in posizione
bipede. Guardava nella mia direzione. Ha iniziato a fischiare come per
minacciarmi. A quel punto mi sono passate nella mente tutte le storie che
avevo sentito sull'abominevole Uomo delle Nevi. Avevo sempre creduto che
rientrassero nella categoria dei miti e delle leggende, ma in seguito si
sono verificati altri due incontri e precisamente nel 1988 e nel 1997".Di
Yeti e Bigfoot esistono molte tracce e reperti, ma molti di essi si sono
rivelati scherzi e manufatti. Vengono ritrovate spessissimo impronte delle
quali vengono fatti i calchi in gesso. Qua e là per il mondo compaiono
ogni tanto quelle che dovrebbero essere prove schiaccianti della presenza
del Bigfoot o delle Yeti. Prove che puntualmente scompaiono poco prima di
essere analizzate da esperti o che si rivelano del falsi, come lo "scalpo
di Yeti" venerato in un santuario delle fredde regioni dell’Est, che è
risultato realizzato con pelle di capra.
Il biologo cinese Liu Minzhuang, tornato da una spedizione nella regione
di Hubei, ha mostrato 2000 calchi di impronte e narrato una storia
incredibile. Gli avevano raccontato di un uomo-scimmia, nato dall’unione
di uno Yeti e una donna cinese nel 1939 nel Sichuan. Il bambino, chiamato
Tu Yun-bau, umano solo per metà e dal corpo ricoperto da una forte peluria,
sarebbe morto all’età di 21 anni, m a la sua foto sarebbe stata divulgata
da molti giornali dell’epoca.Fino al 1986 gli avvistamenti erano più di
2.500.
Creature simili sono state segnalate anche nelle zone calde del globo: il
"Mapinguari" si nasconde nella foresta amazzonica, il "Kaki Besar" è un
ominide di 2 metri e mezzo che lascia impronte di 50 centimetri e si
aggira per le foreste della Malaysia.
Le segnalazioni di questi esseri continuano.
Che il Bigfoot, lo Yeti e tutti gli altri "scimmioni" misteriosi, siano
scherzi della natura, gigantopitechi, grosse scimmie, alieni o uomini
travestiti, questo è stato e rimane uno mistero affascinante.

IL CHUPACABRA...
Il primo avvistamento del mitico
Chupacabra risale al 1975 a Puerto Rico, e si segnalano avvistamenti e
aggressioni in Messico, Guatemala, Ecuador, Costa Rica e coste della
Florida, ed il suo nome CHUPACABRA “succhia capre” e ha attirato
l'attenzione di ufologi, biologi e criptozoologi.
Questo essere sembrerebbe dotato di un'appendice in grado di penetrare nei
tessuti e nelle ossa delle vittime iniettando una sostanza che impedisce
il rigor mortis(rigidità cadaverica)nelle vittime.
Praticando tre fori triangolari all'altezza della giugulare e servendosi
di quest'ipotetica appendice il chupacabra dissangua la vittima
cauterizzando la ferita all'istante, asportando anche organi interni e
parti di materiale biologico, il sangue delle vittime stranamente non
coagula.
La piu' frequente descrizione e' quella di un essere che si muove con
postura eretta ma leggermente curvo, che procede a balzi lasciando
impronte a tre polpastrelli, con arti allungati terminanti in tre dita
artigliate, viso appuntito e lungo con occhi rossi e allungati, due fori
al posto delle narici, piccole orecchie appuntite e presenza di squame
anch'esse appuntite come quelle dei coccodrilli sul dorso e sul capo
oppure c'e'chi dice sia invece ricoperto di peli ispidi e lunghi sul corpo.
Queste “squame” sarebbero fatte vibrare dall'essere e produrrebbero un
suono particolare, ascoltato dai testimoni in concomitanza con l'emissione
di un odore sgradevole.
L'essere si presuma abbia un'altezza compresa tra i 60 e i 180 cm.
Alcuni testimoni affermano che questa creatura possegga poteri paranormali.
La capacità di leggere nel pensiero e' stata piu' volte testimoniata come
anche la capacità di comunicare con gli esseri umani telepaticamente.
Testimoni riferiscono di aver subito anche l'ipnosi, altri affermano che
il Chupacabra sia in grado di cambiare colore e quindi di mimetizzarsi
come i camaleonti, ci sono persone convinte della sua presenza tra noi
esseri umani nella nostra quotidianità, nelle piazze nelle case affermando
che noi siamo incapaci di vederlo.
Testimoni affermano che esso sia in grado di praticare la lievitazione e
di volare sfruttando le correnti d'aria e che possa raggiungere velocità
fino ai 250 km orari in corsa.
D'altro canto talvolta questa creatura è descritta come un animale simile
ad un canide o ad un marsupiale, con la presenza d'ali sul dorso (definito
anche cane alato), privo di peli con denti sporgenti e appuntiti e artigli.
Spesso gli avvistamenti del Chupacabra avvengono dopo precedenti
avvistamenti d'Ufo e sempre nelle medesime zone.
Jeorge Martin e' l'ufologo di maggior spicco che s'interessa al caso del
Chupacabra associandolo alla categoria dei grigi poiché la descrizione
dell'essere e le apparizioni dopo avvistamenti ufo fanno pensare ad un
alieno grigio. Una teoria molto dibattuta dagli ufologi.
La creatura uccisa il 15 ottobre 2004 a Lufkin, Angelina Country in Texas
presenta l'aspetto di un piccolo marsupiale, pelle necrotica, dentatura
canina, peso sui 10 kg.
Una creatura che anche la veterinaria dello zoo di Ellen Trout, Stacy
Womack non ha saputo classificare come creatura conosciuta, la creatura si
presentava completamente priva di sangue e campioni di DNA sono stati
prelevati per essere analizzati.
Un chupacabra?
AD Elmendorf, San Antonio a marzo 2004 un essere e' stato ripreso con una
videocamera, durante l'abbattimento, da parte di un contadino e
corrisponderebbe alla descrizione di un Chupacabra similare all'animale
ucciso in Texas.
Una domanda frequente e':potrebbe essere il Chupacabra frutto di una
mutazione genetica?
Chi può dirlo? Nel 2004 l'ingegneria genetica, ha fatto passi da gigante e
gli esperimenti di cui noi non siamo a conoscenza sono molteplici, però
esistono testimonianze di questa creatura risalenti a 600 anni fa ed
allora non esisteva l'ingegneria genetica.
Le autorità purtroppo tendono ad insabbiare gli avvistamenti e i casi che
sospettano il coinvolgimento di questo essere.
C'e' chi testimonia che in passato in seguito ad una “battuta di caccia”
al Chupacabra nell'isola di Puerto Rico nella città di San Lorenzo, le
unità dell'esercito statunitense abbiano catturato due esemplari di
Chupacabra vivi.
Gli addetti aeroportuali avrebbero affermato di aver visto casse
trasportate da militari coperte da teli con all'interno animali vivi che
si agitavano furiosamente dirette verso gli Stati Uniti.
La stampa non e' stata informata degli sviluppi riguardanti questo fatto.
Il Chupacabra ha attaccato capre, cavalli, gatti, cani, galline e altri
animali domestici ma in rari casi l'uomo.
Il caso piu'eclatante fu nel 1988 nello stato di San Paolo, Brasile dove
un uomo fu trovato orribilmente mutilato completamente dissanguato e privo
d'organi interni e il Chupacabra fu il principale indiziato.
Esiste solo un video girato da un ricercatore, però poco chiaro, del
settembre 2003 analizzato da esperti in cui si asserisce di aver ripreso
un Chupacabra.
Esistono varie foto che però non provano l'esistenza del mitico Chupacabra
poiché nel web circolano molte foto false.
L'unica foto sicuramente reale e' stata scattata in Argentina nel 2002 e
non e' mai stata pubblicata, nemmeno sul web.
Può il chupacabra provenire da un'altra dimensione?
Può appartenere ad un popolo extraterrestre proveniente dello spazio?
Potrebbe far parte del famoso piccolo popolo costituito da gnomi, orchi e
fate quindi del popolo del sottosuolo? Del resto e' paragonabile ai famosi
Gargoyles .
Può essere una creatura terrestre a noi sconosciuta oppure una mutazione
genetica non volontaria?
Nel mondo del cinema e della televisione questa creatura e'apparsa come
protagonista in una puntata della nota trasmissione televisiva di X-Files
ed e' stato inoltre creato un film che si intitola Chupacabra: Dark Seas .
Il film è scritto da John Shepphird e Steven Jankowski .

VAMPIRI... esistono davvero?
Assolutamente si!
Con il termine vampiro si va
ad identificare lo spirito di una persona defunta, una creatura-simbolo
delle forze del male che si agitano in una specie di vita quando la luce
del Sole é morta.
L'origine del Vampiro é antichissima e con diverse varianti, si perde
nella notte dei tempi ed ha un notevole ruolo nella cultura di quasi ogni
popolo.
L'origine del Vampiro appunto si perde nella notte dei tempi, certi metodi
osservati nelle necropoli preistoriche in cui grosse pietre sono piantate
sul corpo dei morti per impedirgli di tornare dall'aldilà fa presupporre
la credenza nel Vampiro.
Il più antico testo si legge in una tavoletta babilonese conservata al
British Museum: una formula magica che serve a proteggere dai Demoni
Notturni succhiatori di sangue,che erano gli Etimmé.
Gli antichi ebrei temevano l'Aluka (letteralmente un succhiatore di sangue),
un essere che assaliva i viandanti nel deserto.
La stessa Lilith, demone assiro diventato nella tradizione ebrea la prima
e malvagia moglie di Adamo che era un demone del genere "Succubus", la
variante femminile del genere "Incubus": golosa del seme umano entra di
notte letto degli uomini e li prosciuga di ogni forza.
Da Lilith, le Lilin: queste succhiano il sangue dei bambini e se un
bambino ride durante il sonno vuol dire che sta giocando con Lilith.
Ma come per tutti i miti ,
confondere fantasia con realtà diventa spesso una tappa obbligatoria,
questo perché si cerca di creare la leggenda, la possibilità di mettere la
sua esistenza in uno status di discutibilità.
Il vampiro, che ha oltretutto creato un vero e proprio life style per
alcuni seguaci devoti (ad esempio persone che modificano i propri canini),
non è solamente una leggenda, ma qualcosa in cui credere ciecamente.
Ovviamente come quando il baccano si fa assordante, ci sono state persone,
e ci sono tuttora, che sostengono di avere prove inoppugnabili e concrete
dell’esistenza dei vampiri nella storia e persino del mondo moderno.
Anche se queste prove non sono mai state rese pubbliche, così come per
molti altri campi del paranormale, mi sento comunque di dire che vi è un
fondo di verità nell’esistenza del vampiro. (Meditate e fate sempre
attenzione)

NESSIE... IL MOSTRO DI LOCHNESS
Chi non conosce Nessie? Il
mostro più popolare del mondo, quale mettere per primo nel Mostriario se
non il mostro di Loch Ness? C'è chi dice che si tratti i un dinosauro
misteriosamente sopravvissuto fino ai giorni nostri, sono stati talmente
tanti gli avvistamenti da far credere che qualcosa in un modo o nell'altro
ci sia realmente lì giù; nel 99 alla morte di uno dei suoi primi
avvistatori, è emerso questo fatto sconcertante: gli avvistamenti di
questo capostipite erano tutti falsi: era scritto a chiare lettere nel suo
testamento. Allora cosa sono tutte quelle anomalie fotografate dagli inizi
del '900 fino ad oggi su quel lago?
Loch Ness si trova nella
contea scozzese do Inverness Il centro abitato più importante è
Drumnadrochit La superficie del lago è di 56 kilometri quadrati È lungo 39
kilometri È profondo fino a 230 metri Uno dei primi avvistamenti di Nessie,
come è amorevolmente chiamato il mostro di Loch Ness, risale al 565 d.C.,
quando l'irlandese San Colombaro, visitando i villaggi costieri, assiste
al funerale di un uomo che durante una nuotata nel lago era stato assalito
da un mostro chiamato Nisaeg. Stando alle biografie del santo, Nisaeg si
manifestò anche al santo sotto forma di gigantesco anfibio. Ma veniamo ai
giorni nostri. Nel 1932, John Mackay, albergatore, aveva visto Nessie
tuffarsi e nuotare tra le acque, ma nessuno gli credette. Una delle più
famose apparizioni è quella del 22 luglio 1933, secondo la quale i coniugi
Spicer tornavano a Londra in automobile. Stavano costeggiando il lago
quando dai boschi spuntò fuori il mostro, che attraversò la strada e si
tuffò nell'acqua, con in bocca un animale catturato sulla terraferma. La
notizia fece il giro del mondo, e il lago fu preso d'assedio da turisti,
giornalisti, scienziati. Lo zoo di New York, il circo Bertram Mills e le
distillerie Black & White promisero una ricompensa per chiunque avesse
dato loro il fantomatico animale. Ci furono addirittura alcuni
parlamentari inglesi che chiesero al parlamento di far chiarezza sui fatti
di Loch Ness. Nello stesso anno un esperto inviato dalla Royal Geographic
Society individuò due grosse orme simili a quelle di un ippopotamo
lasciate sulla riva. Si venne poi a sapere che le aveva lasciate un
burlone in possesso di due zampe di ippopotamo imbalsamate. Nel 1934 i
fotografi sorvegliavano il lago giorno e notte alla ricerca di una prova
dell'esistenza del cosiddetto mostro di Loch Ness. Hugh Gray scattò la
prima vera fotografia dell'animale. La esaminarono gli esperti della Kodak
e ne garantirono l'autenticità. Nello stesso anno il chirurgo Kenneth
Wilson riuscì a ritrarre Nessie in emersione. Era la prima fotografia
sufficientemente nitida e fece il giro del mondo. A causa della guerra
mondiale Nessie fu accantonata, mal'interesse riprese nel 1966, quando un
ingegnere, Tim Dinsdale, riuscì a riprendere il mostro. Il filmato fu
giudicato autentico da esperti, che inoltre dissero che si trattava di un
oggetto gibboso lungo fra i 12 e i 16 piedi, che non assomiglia a una
barca e che è in un movimento ondulatorio. Nel 1969 l'università di
Birmingham organizzò una spedizione scientifica presso il lago e coi loro
sonar rivelarono la presenza di grossi animali che nuotavano a grande
velocità sul fondo del lago, e fu escluso che si trattasse di un gruppo di
pesci. Questo fatto avvalora l'ipotesi che Nessie non sia sola. Negli anni
seguenti sono migliaia le testimonianze di persone che dicono di aver
visto il mostro. Ma finora non si è mai trovata prova certa della sua
esistenza. O del fatto che non esiste.?
Le notizie di avvistamenti
del mostro di Lochness o "Nessie" cominciarono a diffondersi nell'aprile
del 1933, quando fu costruita una nuova strada sulla riva settentrionale
del lago in Scozia (anche se il primo avvistamento risale al 1889). Una
coppia del luogo, i signori Mickay, videro un'enorme creatura con due
grosse gobbe nuotare nel lago. Altre due persone videro uno strano animale
con una pecora in bocca attraversare la strada. Nonostante sia stato
creato il Loch Ness Investigation Bureau (l'ufficio di ricerca sul mostro
di Lochness), molti scienziati continuano a sostenere che il mostro di
Lochness sia solo una fantasia.

Nota: il testo è stato
reperito in rete da varie fonti informative ed integrato con proprie
opinioni, se fossero stati lesi i diritti di qualcuno vi preghiamo di
comunicarcelo che provvederemo all'immediata eliminazione del suddetto
materiale |