MOSTRI E CREATURE

IL BIGFOOT

Uno dei grandi misteri ancora irrisolti è decisamente quello che riguarda il misterioso essere che viene avvistato in continuazione nelle regioni nord occidentali degli Stati Uniti e in numerose altre località.

Questo essere viene chiamato con nomi diversi nelle varie parti del globo, in America, i pellerossa lo chiamano "Sasquatch" o "Dsonoqua" e i bianchi "Bigfoot" (piedone), mentre nelle culture asiatiche ha il nome di "Yeti" per gli occidentali e "Metch-Kang-Mi" per le tribù del luogo.I primi avvistamenti del Bigfoot, quello del nord America, risalgono al decennio tra il 1830 e il 1840.
Nel 1851 due cacciatori dell'Arkansas incrociarono una mandria di animali inseguita da un "animale con un aspetto indiscutibilmente umano". La creatura, in base alla loro descrizione, era di dimensioni gigantesche, il suo corpo era ricoperto di peli e grandi ciuffi di capelli che gli cadevano sulle spalle come una criniera. Dopo aver osservato i due per un momento, la creatura si voltò e si mise a correre: le impronte lasciate dai suoi piedi avevano una lunghezza di 35 centimetri.Una delle testimonianze più curiose risale al 1924, quando il contadino Albert Ostman - secondo il suo racconto - sarebbe stato rapito da uno di questi esseri. Aveva deciso di passare una vacanza solitaria a Toba Inlet, di fronte all’isola di Vancouver. Racconta di essersi accampato in una radura molto isolata, lontana dalle piste battute. Durante il sonno sarebbe stato caricato sulle spalle da un Bigfoot che lo avrebbe rimesso a terra, all’interno di una caverna, solo dopo tre ore di cammino. Qui Ostman sarebbe rimasto per tre giorni, in compagnia di altri due Bigfoot adulti e due piccoli, oltre al suo "rapitore".
Durante la prigionia sarebbe riuscito a stringere un rapporto di amicizia con la creatura più anziana e sarebbe scappato approfittando di un momento di libertà concessogli.Nello stesso anno abbiamo un’altra testimonianza molto interessante.
Un gruppo di minatori, tra i quali Fred Beck, raccontò uno strano episodio accaduto nei pressi dell’Ape Canyon, nello stato di Washington.
Beck affermò di avere visto, mentre lavorava, un colossale gorilla. Preso del terrore, avrebbe sparato alla bestia e, in quel momento, un gruppo di Bigfoot avrebbe assalito lui e i suoi compagni. Si sarebbero salvati dalla carica dei feroci animali solo rinchiudendosi in un capanno per molte ore. Intorno al luogo vennero ritrovate impronte di enormi umanoidi.Per un’altra testimonianza curiosa quanto incredibile bisogna andare al 1884.
A Yale, una cittadina canadese non lontana da Vancouver, il personale di manovra di un treno inseguì e catturò una creatura che era, inizialmente sdraiata, apparentemente addormentata, sui binari. Nonostante il misterioso essere misurasse solo 150 cm, aveva una forza superiore a quella di un essere umano adulto. Gli uomini dovettero tramortirlo per bloccare i suoi violenti tentativi di fuga. Portata in città e battezzata "Jacko", la creatura venne esposta al pubblico finché un certo George Tilbury, autonominatosi suo custode, decise di portarla a Londra per farla esaminare da esperti. Dal giorno della partenza non si seppe più nulla ne di Tilbury ne di "Jacko".L’indizio forse più tangibile della presenza del Bigfoot, è rappresentato da un filmato realizzato il 20 Ottobre 1967 da Roger Patterson e Bob Gilmin. I due si trovavano presso Bluff Creeking Valley, sulle montagne rocciose settentrionali e stavano compiendo una spedizione per cercare tracce del Bigfoot. Ad un tratto i loro cavalli iniziarono ad agitarsi e i due videro che, a circa trenta metri di distanza da loro, si muoveva un essere dalle sembianze umane, ma totalmente ricoperto di peli. Indeciso tra l’imbracciare il fucile o la videocamera, Patterson scelse la seconda e riuscì a fare una ripresa di circa 20 secondi.
Il filmato, visionato in tutto il mondo da molti antropologi e anche esperti di effetti speciali, suscitò curiosità e moltissimi dubbi.
Patterson sostenne fino alla morte l’autenticità del filmato.
L’essere nei fotogrammi aveva mammelle molto pronunciate - sembrava dunque essere una femmina - mentre per tutti gli altri caratteri del corpo, come spalle bacino e glutei, era però simile ad un maschio. I movimenti della bestia erano più lenti di quelli di un essere umano.
Anche su questo fatto ci furono molte discussioni: se la ripresa era stata effettuata a 16/18 fotogrammi al secondo, come usava fare ai tempi, i movimenti sarebbero stati più lenti e quindi la creatura autentica. Se, invece la ripresa fosse stata fatta a 24 fotogrammi al secondo, come si usava per i documentari scientifici, i movimenti sarebbero stati identici a quello di un uomo e quindi il Bigfoot non sarebbe altro che un uomo travestito da scimmia.L’occasione nella quale sembrò di essere più vicini alla verità fu nel 1968, quando, in un luna park di provincia, sempre nel nord degli Stati Uniti, apparve il carrozzone di Frank Hansen. In questo luogo, pagando un dollaro, si poteva ammirare una tremenda creatura. Si trattava di un essere rinchiuso in un cubo di ghiaccio, alto quasi due metri, ricoperto da una folta pelliccia bruna. Presentava caratteristiche stranissime anche per un mostro: il suo corpo era a forma di barile, le sue braccia lunghissime e i suoi piedi arrotondati. Piedi totalmente diverse dalle impronte dei Bigfoot ma straordinariamente simili a quelle ritrovate in Tibet negli anni ’30. Il volto dell’essere era terribilmente sfigurato da una ferita da arma da fuoco. Uno degli occhi penzolava fuori dall’orbita.
I criptozoologi Heulvenmans e Sanderson studiarono la creatura senza poterla togliere dal ghiaccio. Hensen, sommerso dalle domande e dalle accuse, decise di dileguarsi con la creatura che, si dice, venne acquistata da un fantomatico miliardario californiano.Il Bigfoot, in base a tutte le testimonianze, sembra essere quindi un essere dalle sembianze umane, col corpo totalmente ricoperto di peli, capacità di camminare a quattro zampe come in posizione eretta e dotato di una forza straordinaria. La sua altezza è in genere di due metri e mezzo e i suoi piedi misurano 50 centimetri di lunghezza. Sembra essere una creatura timida ma anche curiosa: molti sono stati visti aggirarsi nottetempo negli accampamenti di cacciatori o avvicinarsi alle fattorie. Attaccano solo se si sentono minacciati.Un ipotesi sull’origine del Bigfoot, che però ha poco a che fare con la natura, li vorrebbe esseri provenienti da un altro pianeta. C’è chi giura di avere visto questi esseri scendere o salire da un UFO.
È il caso dello Yeti Italiano: nella primavera del 1986, nella Val di Lauro, in Irpinia. Cittadini terrorizzati segnalarono la presenza di una creatura pelosa con lunghe orecchie a punta, alta circa tre metri. Poteva essere un orso, ma le autorità trovarono impronte delle dimensioni di quelle di un elefante. Il 3 giugno dello stesso anno, due insegnanti di scuola media riferirono di avere visto una coppia di strani esseri giganteschi salire su un disco volante.

Il Bigfoot non è la sola strana creatura scimmiesca del mondo. Il suo "parente" più celebre è lo Yeti dell’Himalaya. Le caratteristiche sono le stesse. L’unica differenza sta nel colore del pelo: lo Yeti ha un manto bianco mimetico.
Persino Reinhold Messner, "l’uomo degli 8.000", afferma da anni di avere visto più volte questa creatura.
"Non mi importa molto se la gente o certi studiosi non mi credono - ha detto Messner in proposito - ho compiuto venti delle sessanta spedizioni sull’Himalaya, alla ricerca di questa creatura".
Lo scalatore afferma che la ricerca va svolta sia dal lato zoologico che da quello leggendario, analizzando i racconti e le vecchie credenze dei popoli indigeni.
"Lo Yeti che ho incontrato - continua Messner - è un essere alto circa due metri e mezzo. Il suo peso dovrebbe essere intorno ai 300 chili e con un vello lungo dai 30 ai 40 centimetri. Le segnalazioni lo collocherebbero ad una altitudine tra i 4.000 e i 6.000 metri e sarebbe stato visto sia di giorno che di notte, quindi con un ciclo biologico molto attivo".
Anche Messner paragona lo Yeti, come si fa col Bigfoot, al Gigantopiteco: un tipo di enorme scimmia ritenuta estinta.
Secondo Messner, lo Yeti seguirebbe gli esseri umani nel tentativo di rubare loro qualcosa ma, se "messo alle strette", potrebbe diventare pericoloso.
L’essere sarebbe in grado di emettere fischi modulati e variabili, cosa che gli orsi non possono fare.
"Nella mia ultima spedizione sono riuscito a raccogliere informazioni precise sul probabile numero di queste creature misteriose - ha detto ancora Messner - ve ne saranno al massimo un migliaio, disseminate in una regione vastissima quale l’Himalaya e le sue vette innevate."

Messner racconta così il suo primo incontro con uno Yeti:"La prima volta che lo vidi fu nel 1986, in una delle regioni appartenenti al Tibet orientale che, per motivi di tutela e segretezza nei confronti della creatura, preferisco non rivelare. Era circa mezzanotte. Stanchissimo e stravolto dalla lunga marcia diurna, ho avvistato un enorme essere, ritto sulle zampe posteriori, in posizione bipede. Guardava nella mia direzione. Ha iniziato a fischiare come per minacciarmi. A quel punto mi sono passate nella mente tutte le storie che avevo sentito sull'abominevole Uomo delle Nevi. Avevo sempre creduto che rientrassero nella categoria dei miti e delle leggende, ma in seguito si sono verificati altri due incontri e precisamente nel 1988 e nel 1997".Di Yeti e Bigfoot esistono molte tracce e reperti, ma molti di essi si sono rivelati scherzi e manufatti. Vengono ritrovate spessissimo impronte delle quali vengono fatti i calchi in gesso. Qua e là per il mondo compaiono ogni tanto quelle che dovrebbero essere prove schiaccianti della presenza del Bigfoot o delle Yeti. Prove che puntualmente scompaiono poco prima di essere analizzate da esperti o che si rivelano del falsi, come lo "scalpo di Yeti" venerato in un santuario delle fredde regioni dell’Est, che è risultato realizzato con pelle di capra.
Il biologo cinese Liu Minzhuang, tornato da una spedizione nella regione di Hubei, ha mostrato 2000 calchi di impronte e narrato una storia incredibile. Gli avevano raccontato di un uomo-scimmia, nato dall’unione di uno Yeti e una donna cinese nel 1939 nel Sichuan. Il bambino, chiamato Tu Yun-bau, umano solo per metà e dal corpo ricoperto da una forte peluria, sarebbe morto all’età di 21 anni, m a la sua foto sarebbe stata divulgata da molti giornali dell’epoca.Fino al 1986 gli avvistamenti erano più di 2.500.
Creature simili sono state segnalate anche nelle zone calde del globo: il "Mapinguari" si nasconde nella foresta amazzonica, il "Kaki Besar" è un ominide di 2 metri e mezzo che lascia impronte di 50 centimetri e si aggira per le foreste della Malaysia.
Le segnalazioni di questi esseri continuano.
Che il Bigfoot, lo Yeti e tutti gli altri "scimmioni" misteriosi, siano scherzi della natura, gigantopitechi, grosse scimmie, alieni o uomini travestiti, questo è stato e rimane uno mistero affascinante.

il bigfoot

 
 

IL CHUPACABRA...

Il primo avvistamento del mitico Chupacabra risale al 1975 a Puerto Rico, e si segnalano avvistamenti e aggressioni in Messico, Guatemala, Ecuador, Costa Rica e coste della Florida, ed il suo nome CHUPACABRA “succhia capre” e ha attirato l'attenzione di ufologi, biologi e criptozoologi.
Questo essere sembrerebbe dotato di un'appendice in grado di penetrare nei tessuti e nelle ossa delle vittime iniettando una sostanza che impedisce il rigor mortis(rigidità cadaverica)nelle vittime.
Praticando tre fori triangolari all'altezza della giugulare e servendosi di quest'ipotetica appendice il chupacabra dissangua la vittima cauterizzando la ferita all'istante, asportando anche organi interni e parti di materiale biologico, il sangue delle vittime stranamente non coagula.
La piu' frequente descrizione e' quella di un essere che si muove con postura eretta ma leggermente curvo, che procede a balzi lasciando impronte a tre polpastrelli, con arti allungati terminanti in tre dita artigliate, viso appuntito e lungo con occhi rossi e allungati, due fori al posto delle narici, piccole orecchie appuntite e presenza di squame anch'esse appuntite come quelle dei coccodrilli sul dorso e sul capo oppure c'e'chi dice sia invece ricoperto di peli ispidi e lunghi sul corpo.
Queste “squame” sarebbero fatte vibrare dall'essere e produrrebbero un suono particolare, ascoltato dai testimoni in concomitanza con l'emissione di un odore sgradevole.
L'essere si presuma abbia un'altezza compresa tra i 60 e i 180 cm.
Alcuni testimoni affermano che questa creatura possegga poteri paranormali.
La capacità di leggere nel pensiero e' stata piu' volte testimoniata come anche la capacità di comunicare con gli esseri umani telepaticamente.
Testimoni riferiscono di aver subito anche l'ipnosi, altri affermano che il Chupacabra sia in grado di cambiare colore e quindi di mimetizzarsi come i camaleonti, ci sono persone convinte della sua presenza tra noi esseri umani nella nostra quotidianità, nelle piazze nelle case affermando che noi siamo incapaci di vederlo.
Testimoni affermano che esso sia in grado di praticare la lievitazione e di volare sfruttando le correnti d'aria e che possa raggiungere velocità fino ai 250 km orari in corsa.
D'altro canto talvolta questa creatura è descritta come un animale simile ad un canide o ad un marsupiale, con la presenza d'ali sul dorso (definito anche cane alato), privo di peli con denti sporgenti e appuntiti e artigli.
Spesso gli avvistamenti del Chupacabra avvengono dopo precedenti avvistamenti d'Ufo e sempre nelle medesime zone.
Jeorge Martin e' l'ufologo di maggior spicco che s'interessa al caso del Chupacabra associandolo alla categoria dei grigi poiché la descrizione dell'essere e le apparizioni dopo avvistamenti ufo fanno pensare ad un alieno grigio. Una teoria molto dibattuta dagli ufologi.
La creatura uccisa il 15 ottobre 2004 a Lufkin, Angelina Country in Texas presenta l'aspetto di un piccolo marsupiale, pelle necrotica, dentatura canina, peso sui 10 kg.
Una creatura che anche la veterinaria dello zoo di Ellen Trout, Stacy Womack non ha saputo classificare come creatura conosciuta, la creatura si presentava completamente priva di sangue e campioni di DNA sono stati prelevati per essere analizzati.
Un chupacabra?
AD Elmendorf, San Antonio a marzo 2004 un essere e' stato ripreso con una videocamera, durante l'abbattimento, da parte di un contadino e corrisponderebbe alla descrizione di un Chupacabra similare all'animale ucciso in Texas.
Una domanda frequente e':potrebbe essere il Chupacabra frutto di una mutazione genetica?
Chi può dirlo? Nel 2004 l'ingegneria genetica, ha fatto passi da gigante e gli esperimenti di cui noi non siamo a conoscenza sono molteplici, però esistono testimonianze di questa creatura risalenti a 600 anni fa ed allora non esisteva l'ingegneria genetica.
Le autorità purtroppo tendono ad insabbiare gli avvistamenti e i casi che sospettano il coinvolgimento di questo essere.
C'e' chi testimonia che in passato in seguito ad una “battuta di caccia” al Chupacabra nell'isola di Puerto Rico nella città di San Lorenzo, le unità dell'esercito statunitense abbiano catturato due esemplari di Chupacabra vivi.
Gli addetti aeroportuali avrebbero affermato di aver visto casse trasportate da militari coperte da teli con all'interno animali vivi che si agitavano furiosamente dirette verso gli Stati Uniti.
La stampa non e' stata informata degli sviluppi riguardanti questo fatto.
Il Chupacabra ha attaccato capre, cavalli, gatti, cani, galline e altri animali domestici ma in rari casi l'uomo.
Il caso piu'eclatante fu nel 1988 nello stato di San Paolo, Brasile dove un uomo fu trovato orribilmente mutilato completamente dissanguato e privo d'organi interni e il Chupacabra fu il principale indiziato.
Esiste solo un video girato da un ricercatore, però poco chiaro, del settembre 2003 analizzato da esperti in cui si asserisce di aver ripreso un Chupacabra.
Esistono varie foto che però non provano l'esistenza del mitico Chupacabra poiché nel web circolano molte foto false.
L'unica foto sicuramente reale e' stata scattata in Argentina nel 2002 e non e' mai stata pubblicata, nemmeno sul web.
Può il chupacabra provenire da un'altra dimensione?
Può appartenere ad un popolo extraterrestre proveniente dello spazio?
Potrebbe far parte del famoso piccolo popolo costituito da gnomi, orchi e fate quindi del popolo del sottosuolo? Del resto e' paragonabile ai famosi Gargoyles .
Può essere una creatura terrestre a noi sconosciuta oppure una mutazione genetica non volontaria?
Nel mondo del cinema e della televisione questa creatura e'apparsa come protagonista in una puntata della nota trasmissione televisiva di X-Files ed e' stato inoltre creato un film che si intitola Chupacabra: Dark Seas .
Il film è scritto da John Shepphird e Steven Jankowski .

il Chupacabra

 
 

VAMPIRI... esistono davvero? Assolutamente si!

Con il termine vampiro si va ad identificare lo spirito di una persona defunta, una creatura-simbolo delle forze del male che si agitano in una specie di vita quando la luce del Sole é morta.
L'origine del Vampiro é antichissima e con diverse varianti, si perde nella notte dei tempi ed ha un notevole ruolo nella cultura di quasi ogni popolo.
L'origine del Vampiro appunto si perde nella notte dei tempi, certi metodi osservati nelle necropoli preistoriche in cui grosse pietre sono piantate sul corpo dei morti per impedirgli di tornare dall'aldilà fa presupporre la credenza nel Vampiro.
Il più antico testo si legge in una tavoletta babilonese conservata al British Museum: una formula magica che serve a proteggere dai Demoni Notturni succhiatori di sangue,che erano gli Etimmé.
Gli antichi ebrei temevano l'Aluka (letteralmente un succhiatore di sangue), un essere che assaliva i viandanti nel deserto.
La stessa Lilith, demone assiro diventato nella tradizione ebrea la prima e malvagia moglie di Adamo che era un demone del genere "Succubus", la variante femminile del genere "Incubus": golosa del seme umano entra di notte letto degli uomini e li prosciuga di ogni forza.
Da Lilith, le Lilin: queste succhiano il sangue dei bambini e se un bambino ride durante il sonno vuol dire che sta giocando con Lilith.

Ma come per tutti i miti , confondere fantasia con realtà diventa spesso una tappa obbligatoria, questo perché si cerca di creare la leggenda, la possibilità di mettere la sua esistenza in uno status di discutibilità.
Il vampiro, che ha oltretutto creato un vero e proprio life style per alcuni seguaci devoti (ad esempio persone che modificano i propri canini), non è solamente una leggenda, ma qualcosa in cui credere ciecamente.
Ovviamente come quando il baccano si fa assordante, ci sono state persone, e ci sono tuttora, che sostengono di avere prove inoppugnabili e concrete dell’esistenza dei vampiri nella storia e persino del mondo moderno.
Anche se queste prove non sono mai state rese pubbliche, così come per molti altri campi del paranormale, mi sento comunque di dire che vi è un fondo di verità nell’esistenza del vampiro. (Meditate e fate sempre attenzione)

vampiri succhia sangue


NESSIE... IL MOSTRO DI LOCHNESS

Chi non conosce Nessie? Il mostro più popolare del mondo, quale mettere per primo nel Mostriario se non il mostro di Loch Ness? C'è chi dice che si tratti i un dinosauro misteriosamente sopravvissuto fino ai giorni nostri, sono stati talmente tanti gli avvistamenti da far credere che qualcosa in un modo o nell'altro ci sia realmente lì giù; nel 99 alla morte di uno dei suoi primi avvistatori, è emerso questo fatto sconcertante: gli avvistamenti di questo capostipite erano tutti falsi: era scritto a chiare lettere nel suo testamento. Allora cosa sono tutte quelle anomalie fotografate dagli inizi del '900 fino ad oggi su quel lago?

Loch Ness si trova nella contea scozzese do Inverness Il centro abitato più importante è Drumnadrochit La superficie del lago è di 56 kilometri quadrati È lungo 39 kilometri È profondo fino a 230 metri Uno dei primi avvistamenti di Nessie, come è amorevolmente chiamato il mostro di Loch Ness, risale al 565 d.C., quando l'irlandese San Colombaro, visitando i villaggi costieri, assiste al funerale di un uomo che durante una nuotata nel lago era stato assalito da un mostro chiamato Nisaeg. Stando alle biografie del santo, Nisaeg si manifestò anche al santo sotto forma di gigantesco anfibio. Ma veniamo ai giorni nostri. Nel 1932, John Mackay, albergatore, aveva visto Nessie tuffarsi e nuotare tra le acque, ma nessuno gli credette. Una delle più famose apparizioni è quella del 22 luglio 1933, secondo la quale i coniugi Spicer tornavano a Londra in automobile. Stavano costeggiando il lago quando dai boschi spuntò fuori il mostro, che attraversò la strada e si tuffò nell'acqua, con in bocca un animale catturato sulla terraferma. La notizia fece il giro del mondo, e il lago fu preso d'assedio da turisti, giornalisti, scienziati. Lo zoo di New York, il circo Bertram Mills e le distillerie Black & White promisero una ricompensa per chiunque avesse dato loro il fantomatico animale. Ci furono addirittura alcuni parlamentari inglesi che chiesero al parlamento di far chiarezza sui fatti di Loch Ness. Nello stesso anno un esperto inviato dalla Royal Geographic Society individuò due grosse orme simili a quelle di un ippopotamo lasciate sulla riva. Si venne poi a sapere che le aveva lasciate un burlone in possesso di due zampe di ippopotamo imbalsamate. Nel 1934 i fotografi sorvegliavano il lago giorno e notte alla ricerca di una prova dell'esistenza del cosiddetto mostro di Loch Ness. Hugh Gray scattò la prima vera fotografia dell'animale. La esaminarono gli esperti della Kodak e ne garantirono l'autenticità. Nello stesso anno il chirurgo Kenneth Wilson riuscì a ritrarre Nessie in emersione. Era la prima fotografia sufficientemente nitida e fece il giro del mondo. A causa della guerra mondiale Nessie fu accantonata, mal'interesse riprese nel 1966, quando un ingegnere, Tim Dinsdale, riuscì a riprendere il mostro. Il filmato fu giudicato autentico da esperti, che inoltre dissero che si trattava di un oggetto gibboso lungo fra i 12 e i 16 piedi, che non assomiglia a una barca e che è in un movimento ondulatorio. Nel 1969 l'università di Birmingham organizzò una spedizione scientifica presso il lago e coi loro sonar rivelarono la presenza di grossi animali che nuotavano a grande velocità sul fondo del lago, e fu escluso che si trattasse di un gruppo di pesci. Questo fatto avvalora l'ipotesi che Nessie non sia sola. Negli anni seguenti sono migliaia le testimonianze di persone che dicono di aver visto il mostro. Ma finora non si è mai trovata prova certa della sua esistenza. O del fatto che non esiste.?

Le notizie di avvistamenti del mostro di Lochness o "Nessie" cominciarono a diffondersi nell'aprile del 1933, quando fu costruita una nuova strada sulla riva settentrionale del lago in Scozia (anche se il primo avvistamento risale al 1889). Una coppia del luogo, i signori Mickay, videro un'enorme creatura con due grosse gobbe nuotare nel lago. Altre due persone videro uno strano animale con una pecora in bocca attraversare la strada. Nonostante sia stato creato il Loch Ness Investigation Bureau (l'ufficio di ricerca sul mostro di Lochness), molti scienziati continuano a sostenere che il mostro di Lochness sia solo una fantasia.

Nessie il mostro di lochness


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