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NOSTRADAMUS
Profezie "precise"
In generale, le quartine profetiche di
Nostradamus hanno pochi riferimenti oggettivamente identificabili. In
pochi casi egli fornisce profezie con una data ben precisa. Tra questi, la
quartina 51 della Centuria 2, in cui, secondo i suoi sostenitori, si
sarebbe riferito a un evento effettivamente avvenuto, fornendone la data
precisa: l'incendio della Cattedrale di San Paolo di Londra del 1666. Gli
scettici fanno però notare come in altri casi Nostradamus ha fornito date
precise sbagliando completamente: in una quartina avrebbe previsto il
culminare di una lunga e selvaggia persecuzione religiosa per il 1792 (che
non c'è mai stata), in un'altra la distruzione della razza umana per il
1732 e nella terza un evento catastrofico per l'anno 1999.
Una profezia indubbiamente azzeccata (la
quartina finale X.100) spiegata dall'interprete Vlaicu Ionescu, tratta dei
più di trecento anni di strapotere navale dell'Inghilterra, e l'espansione
del suo grande impero (il regno "Pempotans", dei cinque fiumi: Indo, Nilo,
Potomac, San Lorenzo, Tamigi), che era cominciata con il "Navigation Acts"
di Oliver Cromwell, e che forse possiamo dar per finita nel corso della II
Guerra Mondiale (dopo l'affondamento di numerosi convogli di rifornimento
e corazzate nell'Atlantico, e nel Oceano Indiano), oppure con
l'indipendenza dell'India. I portoghesi rimasero fedeli a questa alleanza
(perpetuata nella NATO), ma il loro impero, costituito da Brasile, Angola,
Mozambico e Macao è soltanto lontanamente paragonabile a quello britannico.
Esempi di interpretazioni di quartine
A parte le quartine con una data precisa,
per tutte le altre le interpretazioni sono varie e spesso discordanti. Da
notare che tutte le seguenti quartine sono state interpretate come
profetiche solo post facto.
Morte di Re Enrico II
La profezia che rese Nostradamus famoso
ai suoi tempi fu la quartina che prediceva la morte di Re Enrico II di
Francia.
CI, Q 35 (C sta per centuria, Q per
quartina)
Il giovane leone il vecchio sormonterà,
Nel campo bellico in singolar tenzone,
Nella gabbia d'oro gli occhi perforerà,
Due ferite* in una,poi morire,morte crudele.
(ferite sarebbe da tradurre dal greco klasis e non dal latino classe=flotte)
Nel 1559, anche se avvisato dal veggente Luca Gaurico, che lo dissuadeva
dall'intraprendere singolar tenzoni, Re Enrico II si avviò a giostrare in
un torneo indetto per celebrare i matrimoni di sua sorella Margherita con
il duca di Savoia, e di sua figlia Elisabetta con il re di Spagna. Sia il
re Enrico II che il suo giovane opponente, conte di Montgomery avevano
leoni a sbalzo incisi sui loro scudi.
Dal momento che il torneo era finito con
un pareggio, il Re insisteva per un ulteriore incontro, che risultò nella
rottura e scheggiatura della lancia di Montgomery e nelle perforazione
della visiera del Re. Molteplici ferite sulla faccia e la gola portarono
ad una terribile agonia durata dieci giorni. Secondo l'interprete inglese
Hewitt, nell'utilizzo del verbo "surmonter" (sovrastare) si nasconderebbe
un allusione al cognome di Montgomery.
Questa quartina venne pubblicata nel
1555; quattro anni prima della morte del Re per ferite in torneo;
sufficientemente lontano nel futuro per essere considerata profetica,
dunque si verificarono nell'arco della vita del veggente, in modo da
fornirgli validità ed essere prese seriamente.
Louis Pasteur
C1, Q25
Perduto,trovato,nascosto per così tanti secoli,
Sarà il pastore (Pasteur?) come semi Dio onorato:
(nell' originale francese "Sera Pasteur demy Dieu honore:")
Prima che la Luna completi il suo grande secolo
Per via di altri venti (arie) sarà disonorato.
Louis Pasteur era il biologo francese che scoprì i comuni germi che si
trovano nell'ambiente, nel lievito e che inventò la pastorizzazione del
latte. Era tenuto in grande stima dai suoi contemporanei. I nostradamiani
pensano che la parola francese "Pasteur" sia un tentativo di fornire il
nome dello scienziato, anche se ogni lettore noterà che "pasteur" si
traduce direttamente come "pastore".
Alcuni (in particolare, Ovadson)
sostengono che Nostradamus abbia quasi correttamente datato la fondazione
dell'Istituto Pasteur - affermando che l'ultimo grande ciclo lunare
nell'astrologia sia cominciato nel 1535 e che sia finito nel 1889, un anno
dopo la fondazione 1888.
Non é molto chiaro a cosa si riferisca
l'essere "disonorato da altri venti (arie)" per quel che riguarda Louis
Pasteur, e come in generale per le quartine del nostro, l'associazione
rimane ambigua e non dimostrata.
1914-1918: la prima guerra mondiale
Re contro re, e duchi contro principi,
Astio tra di loro, orribile dissenso
Collera e furia attraversano ogni provincia,
In Francia grande guerra ed orribile cambio.
Alcuni vedono in questi versi un riferimento alla prima guerra mondiale,
che vide lo scontro di nazioni governate da diversi tipi di monarchie: tra
il King inglese ed il russo Zar contro il Kaiser tedesco, l'imperatore
austriaco e quello turco.
È comunque importante notare che
all'epoca di Nostradamus tutte le nazioni erano rette da monarchie ed
erano spesso in guerra tra loro: pertanto, la quartina potrebbe anche
facilmente riferirsi ad una delle numerosissime guerre di successione
dinastica. Anche tirando ad indovinare non era azzardato supporre che ci
sarebbero state altre guerre di successione dinastica in Francia.
Le più importanti e cruente battaglie
come quelle della Somme, o di Verdun, videro più di 900.000 morti in
battaglie durate più di dieci mesi. I combattimenti risparmiarono in gran
parte le città più importanti, lontane dal fronte, ma causarono la morte
di masse di giovani soldati di leva, arruolati forzatamente e mandati allo
sbaraglio contro sbarramenti di mitragliatrici, cannoni e di gas
vescicanti. In Europa venne distrutta un'intera generazione, ed il
paesaggio stravolto dalle trincee.
Napoleone Bonaparte
C8, Q01
Pau, Nay ed Oloron più fuoco che sangue sarà,
Naufraga tra le lodi (o nel fiume Aude), fugge ai grandi moti
insurrezionali:
L'entrata agli stallieri* (cavalieri ?) rifiuterà,
Pampon (Pamplona ?), Durance le terrà asserragliate.
Pau, Nay ed Oloron sono tre città del sud della Francia, disposte a
formare un triangolo. PAU-NAY-LORON: si può anche anagrammare come
NAPAULON ROY. Che può essere visto come una storpiatura del nome Napoleone.
Era un comandante di artiglieria della "Ecole
d'Artillierie Royale ", in cui alcuni vogliono vedere un riferimento della
parola "fuoco". Inoltre non aveva legami di sangue con le famiglie
dinastiche, e in questo i nostradamisti vedono un legame con la parola "sangue".
Dopo molte battaglie vinte, i soldati
del fratello Giuseppe Bonaparte saranno sconfitti per la prima volta dalle
truppe anglo-ispano-portoghesi di sir Arthur Wellesley, I duca di
Wellington, che bloccò inizialmente l'avanzata francese in Danimarca e poi
successivamente nei pressi della città di Pamplona, in Spagna (con la
Grande Armée in rotta, dopo il disastroso ritorno da Mosca, che era stata
data alle fiamme.
C9, Q33
Erculeo Re di Roma e della Annamarca,
Tre [volte] uno così denominato la Gallia comanderà,
(nell'originale francese "De Gaule trois Guion surnomme")
L'Italia e quelli di San Marco (veneziani?) tremeranno,
Primo monarca, rinomato su tutti gli altri.
Napoleone Bonaparte diventò generale dopo la fine del periodo del terrore,
grazie all'amicizia con un fratello di Robespierre, durante la fase finale
della Rivoluzione Francese, in seguito ad una brillante carriera di
comandante di artiglieria nell'assedio di Tolone e come generale delle
forze rivoluzionarie che proteggevano la piazza di Parigi. Napoleone
conquistò l'Italia settentrionale strappandola agli austriaci grazie alla
battaglie di Dego, Millesimo, Cairo Montenotte e Cosseria.
Nel 1797, invadendola, pose fine
all'indipendenza della Repubblica di Venezia (che nello stendardo riporta
il leone dell'evangelista San Marco) spartendosela con gli Austriaci. Nel
XIX secolo ci saranno ancora in Francia un Napoleone II ed un Napoleone
III.
In questo quadro risulta fuori luogo il
primo verso della quartina, in cui si cita un misterioso Erculeo Re di
Roma. Difatti non fu Napoleone, ma suo figlio, a essere titolato Re di
Roma. Lo stesso titolo però si potrebbe dare ad un qualunque Papa, in
particolare se fosse di corporatura imponente o forza d'animo notevole o
avesse altri legami più o meno contorti con la parola "erculeo".
Adolf Hitler
C2, Q24
Bestie feroci per la fame i fiumi guadano,
La maggior parte della battaglia sarà contro HISTER
Nella gabbia di ferro il grande sarà trascinato,
Quando il nulla (il Reno?) l'infante di Germania osserverà.
Il nome HISTER é stato associato con Adolf Hitler. Ister è anche il nome
greco del fiume Danubio, in particolare la regione del fiume più vicina a
Francia, Belgio e Olanda. I nostradamiani sottolineano che il Danubio
attraversa l'Austria, vicino al luogo natio di Hitler, Braunau am Inn, sul
fiume Inn qualche chilometro prima della confluenza col Danubio. Tuttavia
considerato che gli affluenti principali del Danubio attraversano 7
nazioni (salgono a 17 considerando anche gli affluenti minori) e
attraversa completamente l'Austria, sarebbe più strano se Hitler, essendo
austriaco, non fosse nato su un affluente del grande fiume.
Il grande trascinato in "gabbia di ferro"
potrebbe essere Benito Mussolini, catturato a Dongo, nei pressi del lago
Maggiore, fucilato dopo un processo sommario e portato poi a Milano, dove
verrà appeso ai ganci da macelleria assieme a Claretta Petacci. È
interessante notare come nella storia non appaia alcuna gabbia di ferro.
La 1° linea viene interpretata come
riferita alle battaglie combattute lungo i fiumi, specialmente contro orde
di russi non ben riforniti di cibo, che si avventarono sui villaggi
tedeschi. La 4° linea come l'impiego di giovani ragazzi nella difesa dei
confini sul fiume Reno. La variante "rien" (nulla) invece di "Rin"
potrebbe sottolineare la vacuità dell'ideologia nazista, oppure la lunga
attesa per il nemico americano dopo l'invasione della Normandia, oppure il
totale annientamento di molte città tedesche.
Ovviamente durante la seconda guerra
mondiale si possono trovare esempi di battaglie in ogni luogo della
Germania, su qualunque tipo di terreno e con eserciti tanto denutriti
quanto ben riforniti.
Papa Giovanni Paolo I
C10, Q12
Eletto Papa, da eletto (esleu ~ slavo?) sarà deriso,
Subitaneamente (Sodano?) ed inaspettato promosso e timido.
Per troppa bontà dolce a morire provocato.
Spaventato, estinta la luce della sua morte guida.
Questa quartina viene spesso collegata a Papa Giovanni Paolo I (Albino
Luciani) e la sua misteriosa morte dopo un pontificato di meno di un mese
lunare (forse "De Medietate Lunae" della Profezia sui papi di San Malachia
vescovo di Armagh). Papa Luciani era davvero ammirato per la sua
gentilezza e semplicità ma anche altri "Papi eletti" potrebbero essere
inquadrati da questa profezia. Inoltre il Papa ad essere ricordato per la
sua gentilezza è sicuramente Giovanni XXIII.
1999
C10, Q72
L'anno mille novecento novanta nove (nuovo) settimo mese,
Dal cielo verrà un gran Re del terrore,
Risusciterà un grande Re di Angoulmois,
Prima e dopo Marte regnerà per buonora.
(Angoulmois può riferirsi alla contea francese di Angouleme,
oppure venire anagrammato come Mongoulais, dalla Mongolia).
La X.72 è una delle più famose quartine di Nostradamus, spesso
interpretata come la profezia di un grande disastro o comparsa di un
terrorista per il luglio dell'anno 1999. Nelle notizie possiamo soltanto
ricordare la morte di John John Kennedy, Jr.. (omissis).
Nulla a che fare con un "Re del Terrore"
disceso dal cielo. Genghis Khan, o qualsiasi altra sorta di "grande re",
era assente dalle agenzie di notizie. Alcuni nostradamiani pensano che
l'anno in questione non sia il 1999, e che il disastro menzionato sia
ancora a venire, anche se non forniscono dettagli su questa loro opinione.
Altri credono che Nostradamus stesse
dando le prime avvisaglie degli attacchi dell'undici Settembre, dal
momento che settembre era originalmente il settimo mese del calendario
Giuliano. Altri interpretati applicano "Mongolia" all'estesa area attorno
l'Afghanistan ed il "Re" come Osama Bin Laden.
Marte può essere interpretato come la
guerra (o come la pace negli anni 90 e la guerra in Medio Oriente dopo gli
attacchi) o potrebbe riferirsi astronomicamente alla prossimità di Marte
nell'agosto 2003.
L'anno 1999, se applicato agli attacchi
del 11/9, sembra essere un errore palese. Alcuni hanno interpretato questo
come un errore intenzionale (oppure un errore meccanico della sfera
armillare di Nostradamus) e che lo scarto di due anni sia da collegare a
discrepanze nel determinare la vera data di nascita di Gesù.
Secondo alcuni esperti, semplicemente
Nostradamus allude all'eclissi dell'Agosto 1999 (che sarebbe avvenuta in
Luglio secondo il calendario in vigore ai suoi tempi). Nostradamus tiene
in particolare considerazione questa eclissi, tant'è che nella Lettera ad
Enrico, la cita esplicitamente come "l'eclissi più oscura e nera dai tempi
della creazione fino alla passione di Gesù Cristo". Per capire che cosa
significhi per il Veggente questa eclissi, basti pensare che nella Lettera
ad Enrico Nostradamus afferma che sarà il segno del cielo che precederà
l'arrivo del periodo più tormentato della storia dell'umanità. Il sole
oscurato sarebbe quindi il gran re del terrore che scende dal cielo. Il re
di Angoulmois dovrebbe quindi essere un capo di stato salito al potere
dopo l'eclissi (coerentemente con l'interpretazione, potrebbe riferirsi a
Vladimir Putin).
L'attacco alle Torri Gemelle dell'11
settembre 2001C6, Q97
Cinque e quaranta gradi il cielo brucerà,
Fuoco si avvicina alla grande città nuova:
In un istante una grande fiamma sparsa salterà,
Quando si vorrà far prova dei Normanni.
Dopo che gli eventi degli 11 settembre 2001 ebbero luogo, molti
nostradamiani ricordarono questa quartina. I sostenitori dichiarano che la
latitudine di "cinque e quaranta" e la grande "città nuova" si possano
applicare a New York.
I critici segnalano come Nostradamus
abbia sbagliato la latitudine, perché New York si trova molto sotto il 41°
parallelo. In verità, in Nostradamus niente è lasciato al caso. Egli
infatti non indica 45, ma 5 e 40. Cioè 40° e 5'. Che è la latitudine
esatta di New York. Per gli scettici, la parola "cité neuve", città nuova,
è il nome di una città francese che per coincidenza si trova a 45° di
latitudine. Bisogna aggiungere che la parola "cité neuve", viene spesso
riferita da Nostradamus ad una città il cui nome significa letteralmente
ciò (per esempio Villanuova o Napoli, dal greco antico Neapolis, ovvero
città nuova).
"Far prova dei Normanni" viene
interpretato in molti modi; "Normanni" si può applicare ai residenti di
Nord America, Inghilterra, o Francia. Alcuni sostengono che bisogna
guardare a Palermo, in Sicilia, dove proprio nel 2001 si eseguirono dei
test sul DNA dei Re Svevi e normanni lì sepolti. La quartina è comunque
famosa per essere stata citata nel film documentario Nostradamus: The Man
Who Saw Tomorrow. Risalente al 1981, il film ipotizza un possibile attacco
a New York verso la fine o l'inizio del nuovo millennio, citando come
fonte questa famosissima quartina. Inquietante attestare che a venti anni
di distanza, l'evento si sia effettivamente verificato.
Lo tsunami nell'Oceano Indiano del 2004
C9, Q55
L'orribile guerra che nell'Occidente si prepara,
L'anno seguente verrà la pestilenza
Così orribile, che nè giovane, nè vecchio, nè bestia (sopravviverà)
Sangue, fuoco, Mercurio, Marte, Giove in Francia
Se "l'orribile guerra" designa la Guerra in Iraq cominciata nel 2003,
questa quartina potrebbe riferirsi al terremoto sottomarino del 2004
nell'Oceano Indiano ed al conseguente tsunami devastante che causò;
comunque gli scettici a ragione segnalano che sia il terremoto che lo
tsunami non possono considerarsi pestilenze ma al massimo provocarle.
Inoltre l'Iraq si trova ad oriente, non ad occidente, soprattutto dal
punto di vista di Nostradamus.
La distruzione dei sistemi di
smaltimento delle acque nere ed il danno ad ospedali, farmacie e
dispensari potrebbe condurre a epidemie nelle aree colpite; ma questo è
mai accaduto in Francia. Inoltre, molti pochi animali morirono a causa
dello tsunami, il tutto rende ancora più dubbia l'interpretazione di
questa quartina.
Piuttosto si potrebbe applicare ad un
futuribile attacco contro il reattore nucleare iraniano, che scatenerebbe
una lunga e cruenta guerra aeronavale, con la possibilità di una
risoluzione catastrofica del conflitto come "Ipotesi Gedeone", una guerra
condotta da una parte (Iran, Siria ?) con missili chimici e batteriologici
(Antrace = Carbonchio= Escarboucle) e dall'altra parte con bombardieri
invisibili ai radar "stealth+" (USA ed Israele) armati molto spesso anche
con armi nucleari, tattiche di bassa potenza ad esplosione sotterranea.
Un'altra possibilità potrebbe essere il
definitivo scatenarsi dell'epidemia di influenza aviaria nel
2006-2007-2008, che già colpisce i volatili, e che finirebbe per colpire i
mammiferi e l'uomo. Anche in questo caso si può osservare che epidemie di
questo tipo, dette pandemie, si ripetono periodicamente a distanza di
circa 40 anni, e sono molto frequenti dopo ogni guerra. Questo fatto era
sicuramente noto a Nostradamus che praticò la medicina e la farmacia
proprio durante una pestilenza in Francia.
MALACHIA
Profezia dei Papi e la Fine
del Mondo
E’ da un po di decenni che il nome di
questo monaco cistercense irlandese circola insistentemente, ma negli
ultimi anni la sua fama si è diffusa ovunque anche perchè quelle che vanno
sotto il nome di “profezie sui Pontefici” ( o profezie di San Malachia)
sono state messe in realazione con la profezia Maya del 21 dicembre 2012.
Per la verità il testo di San Malachia , iniziato a circolare verso il
1595 riguarderebbe solo il destino della Chiesa Cattolica e dei successori
di Pietro, ma dal momento che in qualche modo il “destino” della Chiesa
cristiano-cattolica è considerato “inseparabile” dal destino umano, queste
profezie hanno assunto un significato speciale.
La prima cosa che potrebbe insospettire gli scettici è la consistente
differenza di anni (circa 500) tra la pubblicazione delle Profezie e la
morte dello stesso San Malachia.
Secondo alcuni sarebbe un “apocrifo” secondo altri sarebbe realmente stato
scritto da S.Malachia nel 1139 ma stampato poi soltanto più tardi.
Ma veniamo al contenuto che più ci interessa.
Le Profezie di San Malachia contengono ben 111 iscrizioni latine che
descrivono quelli che in realtà sarebbero stati i rispettivi 111 motti e
stemmi dei successivi 111 Papi della Chiesa Cattolica.
Ora se è vero che essendo stato pubblicato solo nel 1595 i Papi descritti
fino a quell’anno nelle profezie potrebbero essere “postumi”, è però anche
vero che con un impressionante precisione descrive quelli successivi fino
ai giorni nostri.
E nei giorni nostri viene allocato l’ultimo Papa, quello a cui seguirà la
Parusia , ossia il ritorno di Cristo sulla terra.
All’elezione al soglio Pontificio di BenedettoXVI qualcuno ha tirato un
sospiro di sollievo perchè, secondo una prima superficiale analisi, questo
Papa non avrebbe nulla di quello descritto da San Malachia (che
sembrerebbe far intendere si trattase di un Papa nero) e nulla di quanto
ipotizzò Nostradamus.
Ma seguite il nostro percorso e vi dimostreremo come invece ancora una
volta la Profezia di San Malachia si è avverata e con BenedettoXVI saremmo
arrivati al 111° Papa, ossia …all’ultimo.
Abbiamo detto che ogni Papa è descritto in perfetta successione da un
motto latino che talvolta, per non dire quasi sempre, descrive anche lo
stemma o il suo motto.
Evitiamo di descrivere la lunga serie intermedia di Papi e dedichiamoci
solo agli ultimi.
Partiamo dal 107° Papa che San Malachia descrive come “Pastor et Nauta”
che corrisponde a Giovanni XXIII : in effetti quel “nauta” è stato messo
in relazione con il fatto che Giovanni XXIII traghettò la Chiesa Cattolica
nei tempi moderni con il Concilio Vaticano II.
Ma ricordiamo anche che GiovanniXXIII era il Patricarca di Venezia che è
stata una repubblica marinara e quindi spiegherebbe il “nauta”:
Il 108° Papa corrisponde a Paolo VI descritto da San Malachia come “Flos
Florum” ossia il fiore dei fiori, il Giglio. Nello stemma scelto da Paolo
VI vi sono raffigurati 3 gigli.
Sconvolgente appare la profezia sul 110° Papa : Papa GiovanniPaolo I, Papa
Luciani.
San Malachia descrive il 109° Papa come “De medietate lunae” ossia di una
lunazione, della durata di una lunazione.
Papa Giovanni Paolo I …durò esattamente 33 giorni ossia quanto una
lunazione!
Ancora straordinaria appare la profezia sull’ 110° Papa definito da “De
labore solis” : dal levante del Sole. Il sole sorge ad est e Giovanni
Paolo II era di un paese dell’est (Polonia).
E siamo arrivati all’ultimo Papa descritto , il 111° che San Malachia
descrive come “De gloria olivae”.
Una primissima interpretazione aveva convinto quasi tutti che la profezia
fosse errata.
Difatti “De gloria olivae” , di colore olivastro, sembrava far pensare a
un Papa di colore (il Papa nero, l’ultimo Papa) e il tedesco Benedetto XVI
era la prova che le Profezie, una volta tanto , erano state smentite.
Ma , e qui è sconvolgente, ci sono due dettagli che mettono in relazione
il motto di San Malachia con Bendetto XVI : basta guardare lo stemma
scelto dallo stesso Papa.
Nel cantone in alto a sinistra troneggia la testa di un Re (con tanto di
corona) nero e con collana rossa. Inoltre “De gloria olivae”, la gloria
dell’ulivo avrebbe una relazione diretta con il nome che il Papa si è
imposto. San Bendetto fu il fondatore dell’ordine benedettino che
usualmente vengono chiamati “monaci olivetani”.
Quindi secondo le profezie di San Malachia Benedetto XVI sarebbe il 111°
ed ultimo Papa prima dell’inizio della grande tribolazione della Chiesa e
quindi dell’avvento dei nuovi tempi.
Alcuni studiosi, pur ammettendo l’esattezza davvero incredibile delle
profezie del monaco irlandese, tuttavia propendono che è vero che
successivamente si descrive un periodo di tribolazione per la Chiesa e
l’umanità, ma è anche vero che potrebbe essere solo l’ultimo Pontefice che
Malachia sarebbe stato in grado di profetizzare, che non implica che dopo
non ce ne siano altri.
Secondo altri dopo Benedetto XVI siederà sulla cattedra che fu di S.Pietro
un Papa che si chiamerà Pietro e che sarà romano,e che guiderà la Chiesa
attraverso una fase difficilissima, al termine del quale la città dei
sette colli sarà distrutta e sarà ristabilita la vera fede.
E questo coinciderebbe con una delle profezie di Nostradamus che per il
2012 prevede un evento che metterà d’accordo tutti gli uomini e assicurerà
400 anni di pace sulla terra.
Se a questo aggiungiamo la profezia Maya che parla di una nuova era che
inzierebbe il 21 dicembre 2012 possiamo ben considerare che troppe cose
coincidono.
Non sarà la fine del mondo, ma sicuramente assisteremo ad eventi che
cambieranno in qualche modo la vita sul nostro pianeta.
E come dice qualcuno, visto che manca poco, non ci resta che attendere.
Profezie MAYA - la Fine
del Mondo
Secondo i Maya ci furono cinque Ere cosmiche,
corrispondenti ad altrettante civiltà.
Le precedenti quattro Ere (dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra)
sarebbero tutte terminate con degli immani sconvolgimenti ambientali.
Alcuni studiosi affermano che la prima civiltà - quella distrutta
dall’Acqua - era Atlantide. Nel Popol Vuh dei Maya Quiché, si legge: "un
diluvio fu suscitato dal Cuore del Cielo... una pesante resina cadde dal
cielo.. la faccia della terra si oscurò, e una nera pioggia cadde su di
essa, notte e giorno".
Secondo il calendario Maya, l’attuale Età dell’Oro (la quinta), terminerà
nel 2012. Cosa ci dobbiamo aspettare? Secondo i ricercatori Maurice
Cotterell e Adrian Gilbert, i cataclismi che caratterizzarono la fine
delle Ere Maya furono causati da una inversione del campo magnetico
terrestre, dovuto ad uno spostamento dell’asse del pianeta. La Terra
infatti subirebbe periodicamente una variazione dell’inclinazione assiale
rispetto al piano dell’ellittica del sistema solare. Ciò provocherebbe
scenari apocalittici, descritti dallo storico Immanuel Velikvosky nel suo
libro "Earth in Upheaval".
"...Un terremoto farebbe tremare il globo intero. Aria e acqua si
muoverebbero di continuo per inerzia, la Terra sarebbe spazzata da uragani
e i mari investirebbero i continenti... La temperatura diverrebbe torrida
e le rocce verrebbero liquefatte, i vulcani erutterebbero, la lava
scorrerebbe dalle fratture nel terreno squarciato, ricoprendo vaste zone.
Dalle pianure spunterebbero come funghi le montagne, che continuerebbero a
salire sovrapponendosi alle pendici di altre montagne e causando faglie e
spaccature immani.
I laghi sarebbero inclinati e svuotati, i fiumi cambierebbero il loro
corso, grandi estensioni di terreno verrebbero sommerse dal mare con tutti
i loro abitanti. Le foreste sarebbero divorate dalle fiamme e gli uragani
e i venti impetuosi le strapperebbero dal terreno... Il mare, abbandonato
dalle acque, si tramuterebbe in un deserto. E se lo spostamento dell’asse
fosse accompagnato da un cambiamento nella velocità di rotazione, le acque
degli oceani equatoriali si ritirerebbero verso i poli e alte maree e
uragani spazzerebbero la Terra da un polo all’altro.
Lo spostamento dell’asse cambierebbe il clima in ogni luogo...
Nel caso di un rapido spostamento dell’asse terrestre,
molte specie di animali sulla Terra e nel mare sarebbero distrutte e la
civiltà, se ancora esistesse, sarebbe ridotta in rovine".
Lo scenario ipotizzato da Velikovsky, presuppone la fine della vita sul
pianeta terra. Per le persone che ignorano la fisica, può sembrare
eccessivo. Alcuni direbbero farneticazioni, ma vi assicuro che
nell’universo eventi del genere sono all’ordine del giorno. Inoltre
basterebbe un asteroide di grosse dimensioni che colpisse il nostro
pianeta per evocare scenari del genere. L’assurdo è che tutto questo
sarebbe naturale. Quello che non è naturale è credere che sia impossibile.
Sono certo che se l’uomo avesse la consapevolezza di quanto è fragile e
precaria la sua esistenza su questo pianeta perderebbe l’illusione di
possedere il massimo possibile, incurante delle vittime innocenti che tale
scelta comporta.
Velikovsky , oltre a ricalcare le leggende Maya, espone scientificamente
le profezie del monaco Basilio Cotterell, in base ai suoi studi
sull’attività delle macchie solari e sul calendario Maya, ha concluso che
la profezia relativa alla fine della quinta Era deriva da un calcolo della
prossima inversione del campo magnetico terrestre, prevista per il 2012.
Alcuni studiosi americani affermano che la civiltà Maya fu distrutta da
calamità naturali, quali l’improvviso innalzamento della temperatura
terrestre. E secondo loro tali fenomeni sono ciclici.
Secondo i Maya tali eventi sarebbero previsti per il 2012.
Chissà, forse fu proprio uno spostamento dell’asse
terrestre che fece scomparire la civiltà Maya. Ad avvalorare tale profezia,
anche se indirettamente, è il dossier presentato dal Pentagono nel 2003 in
cui per il 2020 si prevedono immani catastrofi che sconvolgerebbero il
pianeta, provocate dall’aumento della temperatura.
Secondo recenti studi, tutto lascia credere che ciclicamente la terra
subisce una specie di reset, per dare inizio ad una nuova era. Secondo
alcuni studiosi siamo prossimi a tale traguardo...
Nota: il testo è stato
reperito in rete da varie fonti informative ed integrato con proprie
opinioni, se fossero stati lesi i diritti di qualcuno vi preghiamo di
comunicarcelo che provvederemo all'immediata eliminazione del suddetto
materiale |